La mia storia collezionistica

Era pressapoco il 1990 quando  mio padre acquistò un immobile a Cabella Ligure dagli eredi di “Battista
sopra nominato “l’aggiusta tutto“. Era un edificio del centro storico che dal rinascimento in poi non
aveva mai avuto manutenzione. Nei solai c’erano migliaia di riviste, giornali , scatole vuote e cose folli.
Per esempio gli stecchi dei ghiaccioli messi via uno ad uno o le scatolette di latta del tonno.
In mezzo a questa giungla uscirono alcune radio d’epoca che il Battista aveva messo via forse non riuscendo
a ripararle o forse più semplicemente raccogliendo di tutto per tanti anni.
Mio Padre prese una radio Manlio Capriotti modello Sovrano e
la portò nel nostro magazzino di antichità a Rocchetta Ligure.


Avevo 16 anni , aiutavo e mi interessavo al lavoro di famiglia.
Venne a trovarci un amico e cliente che si chiama Luciano . Vide la radio a cattedrale e mi chiese il prezzo.
Presi l’iniziativa e chiesi 50 mila lire. Venduta! L’entusiasmo della vendita venne subito rovinato da una
richiesta compresa nel prezzo. Luciano mi chiese di stuccare i tarli.
Cosi la portai nel nostro laboratorio su quello che già da tempo era il mio banco di lavoro.
Stuccai svogliatamente i tarli ed intanto, mi ricordo perfettamente, pensavo:
ma che cavolo se ne fa di questa baracca piena di tarli? Non fu questa la cosa peggiore.
Provai ad attaccarla alla rete elettrica senza prima controllare la posizione del cambia tensione che ovviamente
era sui 110 volt. Cosi vidi uscire molto fumo e staccai la spina. Alcuni anni dopo ritornai a rovistare nei solai
di Cabella. Portai a casa alcune radio. Mia madre vedendomi interessato mi consigliò di interpellare lo zio Fulvio
che da giovane aveva fatto il corso radio elettra.
In particolare trovai una scatola in legno di mogano con delle decorazioni romboidali. Era priva del coperchio e
conteneva una cuffia da 500 ohm marcata voltiana”, un detector, una bobina e un condensatore a mica.
Quattro boccole per le banane comparivano sui lati. Non sapevo cosa fosse e quando mio zio mi disse che era una
radio a galena e che era completa rimasi a dir poco stupefatto.
Non potevo credere che collegando antenna, terra e cuffie quella scatola con dentro praticamente niente avrei
potuto di ascoltare una trasmissione radio.

Passai il pomeriggio a stendere lunghissimi fili in giardino, da un albero all’altro.
Quando trovai la giusta combinazione iniziai a sentire forte e chiaro Rai uno.
Fu in quel momento che la curiosità di approfondire su di un oggetto sconosciuto si tramutò in passione.
Fu un piccolo seme che coltivato negli anni è divenuto un grande albero.
Per diverso tempo lo zio mi raggiungeva con la corriera e passavamo le serate nella casa del “Battista”.
Ogni tanto saltava fuori una radio da qualche scatolone polveroso.
Parlavamo a voce alta per l’entusiasmo delle scoperte e facevamo
facilmente le 22 o le 23.  I vicini ci intimavano di fare silenzio avendo disturbato loro il sonno!
Proseguii costantemente la ricerca del coperchio della galena. Portammo diversi apparecchi nel  garage di Vignole Borbera.
Li lo zio aveva allestito un banco attrezzato per testare le radio a valvole.
Non tutte risultavano facilmente riparabili. Cosi andammo da Picollo a Rigoroso Scrivia per farci aiutare.
Era anziano signore che riparava radio d’epoca.
Li vidi per la prima volta una piccola ma affascinante collezione e il tarlo della radio d’epoca mi
entrò definitivamente in testa. La mia prima collezione, nel 1995, vantava circa 20 pezzi, tutti reperiti
nella soffitta del Battista. Molte erano radio a “fagiolo” anni 40 ma in mezzo c’era anche una Ducati 3404 e
una Atwoter-Kent del 29 con istruzioni in italiano. Iniziai a sfruttare la rete di contatti del mio lavoro per
trovare nuove radio da collezionare. Frequentando i mercatini e le fiere specialistiche trovai molti apparecchi.
Collezionavo di tutto e praticamente tutte le sere per 12 anni andavo nel garage dove, con lo zio Fulvio che mi
supervisionava, abbiamo riparato centinaia di radio. Ogni volta che si sostituiva una resistenza, un condensatore
o una valvola si provava ad accendere.  Se la radio parlava ci si stringeva la mano.
Fu un bel periodo, avevo 20 anni e tanta voglia di imparare. Per lavoro spesso andavo a Genova e nel 1996 scoprii
che vicino a piazza Palermo c’era un negozio specializzato in radio d’epoca. Fu così che conobbi
Maurizio della Bianca. Tutte le settimane passavo a vedere se c’erano novità e di li a poco Maurizio
mi presentò un grande collezionista veterano. Un signore con i baffi, sorridente e disponibile. Maurizio mi disse:
Ti presento Roberto Colla, ha 5 balilla!
Mi ricorderò sempre questa frase perché 5 balilla, per me che non ne avevo mai vista una, era una cosa inarrivabile.
Fu dal buon Colla che comprai la mia prima radio rurale.
Una CGE terza serie molto pasticciata. 500.000 lire!
La caricai in macchina e feci tutto il viaggio tenendo una mano sopra la radio che avevo appoggiato
sul sedile del passeggero. Non era una mano che voleva tenere ferma la radio, la accarezzavo.
Come spesso accade, senza rendermene conto, mi ero innamorato.
Andai a conoscere i grandi collezionisti come Pria, Turra, Dino Gianni, Apolloni, Farano, Pagliero, Giusti, Biglia,ecc ecc.
Tutti bene  o male di diedero un aiuto insegnandomi qualcosa e presto o tardi mi vendettero cose importanti.
In particolare Giusti mi accompagnò da molti piccoli collezionisti nascosti” da una parte e mi vendette molte cose dall’altra.
Feci passare voce tra i colleghi e frequentai molto i mercatini.
Già dal 2005 mi trovai a fare i conti con una manutenzione della collezione troppo impegnativa.
Avevo raccolto centinaia di pezzi. Presi una decisione drastica.
Decisi di trasformare la collezione generica in monotematica.
Iniziai a vendere tutto e a comprare solo le radio del fascio . Quelle volute dal regime.
La Radiorurale, la radio Balilla e la radio Roma.
Vendetti o scambiai tutte le radio fuori tema. Feci eccezione solo per alcune radio anni 20 molto rare,
come le Ramazzotti e per alcune radio realizzate in materiali speciali. Ad esempio La Safar 527 in alabastro o
la Marelli Fido in cristallo.
Tuttora sono queste le specifiche della mia ricerca in materia.
Nel 2007 mio zio si ammalò gravemente tanto non poter partecipare all’inaugurazione del sito www.radiorurale.it
il 15 dicembre del 2007. Di li a poco morì lasciandomi questo prezioso regalo . La passione per le radio d’epoca.
A distanza di quasi dieci anni con mio padre finimmo di sbrogliare la casa di “Battista”.
Era enorme, 13 vani, su 3 piani. Nell’ultima stanza erano rimasti decine sacchi neri in plastica che mio padre
aveva riempito agli inizi con materiale da buttare.
Dato che ormai avevo setacciato meticolosamente la casa, ed ero convinto che quel coperchio sicuramente era
in casa ma chissà dove, decisi di far passare tutti i sacchi uno a uno. Era l’ultima speranza.
Incredibilmente fu proprio l’ultimo sacco rimasto a sorprendermi.
Conservava il coperchio della galena che cercavo da anni.
Ne avevo fabbricato uno improvvisandone le linee. Ricollocare il suo originale fu una grande soddisfazione,
una gioia immensa. Si tratta di una radio a galena auto costruita dal valore economico inesistente ma dal
valore affettivo immenso. Nel 2009 riuscii a convincere Luciano a rivendermi la famosa
Manlio Capriotti che ho acquistato per 1200,00 €.
Adesso è parte inalienabile della mia collezione. Nel corso degli anni successivi ho acquistato intere collezioni e
da tempo mi riesce molto difficile trovare qualche apparecchio che non abbia già avuto e riavuto e migliorato fino a
quello che io definisco “come appena uscito di fabbrica”.
Per tanto ho iniziato una nuova collezione monotematica molto ambiziosa.
La raccolta degli altoparlanti Safar.
Sono gli unici speaker prodotti in Italia ad avere una produzione articolata e lussuosa.
Una nuova sfida che mi ha già ricompensato di grandissime soddisfazioni.
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Clicca se questa foto sopra per vedere la cronologia storica della collezione dal 1995 ad oggi.